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Italia
Sito web: https://www.farnesefestival.it
Email: info@ex.comfondazioneteatrodue.org

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Tel: +39 0521208088 | C.F. 02137300345

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«Chiunque sia chiamato a dirigere il Complesso Monumentale della Pilotta, deve destinare parte non irrilevante delle sue cure al Teatro Farnese, edificato nel 1618, prototipo del teatro barocco e antesignano dei teatri moderni all’italiana.
La sua presenza, al tempo stesso imponente e silenziosa, pone irrimediabilmente una questione precisa: come restituire a questo luogo la sua funzione originaria, nel rispetto della sua identità storica e architettonica. Da questa riflessione ha preso forma il Festival Farnese di Parma.
L’intento è stato quello di riportare la musica nel contesto per il quale il teatro era stato concepito, evitando operazioni di semplice valorizzazione espositiva. Un festival di musica barocca all’interno di un teatro barocco rappresenta, in questo senso, un’esperienza unica: non una ricostruzione o un’interpretazione, ma una coincidenza reale tra spazio, repertorio e funzione.
La definizione del progetto artistico ha richiesto il coinvolgimento di una figura di riconosciuta autorevolezza. La scelta è ricaduta su Fabio Biondi, interprete tra i più significativi nel campo della musica barocca, la cui competenza e sensibilità hanno contribuito a delineare con chiarezza l’identità del festival.
La sua direzione ha garantito un equilibrio tra rigore storico e qualità esecutiva, elementi essenziali per un’iniziativa di questo livello. Il Festival Farnese di Parma si configura dunque come un progetto culturale volto a riattivare un luogo storico attraverso la sua destinazione originaria, mettendo in relazione patrimonio e produzione musicale.
Non si tratta di un semplice calendario di eventi, ma di un percorso che intende valorizzare in modo coerente il Teatro Farnese, restituendolo alla sua dimensione performativa. In questa prospettiva, il festival si propone di offrire al pubblico un’esperienza consapevole, fondata sulla relazione diretta tra musica e spazio, tra ascolto e memoria.
Un modo concreto per riaffermare la vitalità di un luogo che continua a trovare, nel presente, nuove forme di espressione che ogni anno, come il suo festival, si rinnovano.»

«Chiunque sia chiamato a dirigere il Complesso Monumentale della Pilotta, deve destinare parte non irrilevante delle sue cure al Teatro Farnese, edificato nel 1618, prototipo del teatro barocco e antesignano dei teatri moderni all’italiana.
La sua presenza, al tempo stesso imponente e silenziosa, pone irrimediabilmente una questione precisa: come restituire a questo luogo la sua funzione originaria, nel rispetto della sua identità storica e architettonica. Da questa riflessione ha preso forma il Festival Farnese di Parma.
L’intento è stato quello di riportare la musica nel contesto per il quale il teatro era stato concepito, evitando operazioni di semplice valorizzazione espositiva. Un festival di musica barocca all’interno di un teatro barocco rappresenta, in questo senso, un’esperienza unica: non una ricostruzione o un’interpretazione, ma una coincidenza reale tra spazio, repertorio e funzione.
La definizione del progetto artistico ha richiesto il coinvolgimento di una figura di riconosciuta autorevolezza. La scelta è ricaduta su Fabio Biondi, interprete tra i più significativi nel campo della musica barocca, la cui competenza e sensibilità hanno contribuito a delineare con chiarezza l’identità del festival.
La sua direzione ha garantito un equilibrio tra rigore storico e qualità esecutiva, elementi essenziali per un’iniziativa di questo livello. Il Festival Farnese di Parma si configura dunque come un progetto culturale volto a riattivare un luogo storico attraverso la sua destinazione originaria, mettendo in relazione patrimonio e produzione musicale.
Non si tratta di un semplice calendario di eventi, ma di un percorso che intende valorizzare in modo coerente il Teatro Farnese, restituendolo alla sua dimensione performativa. In questa prospettiva, il festival si propone di offrire al pubblico un’esperienza consapevole, fondata sulla relazione diretta tra musica e spazio, tra ascolto e memoria.
Un modo concreto per riaffermare la vitalità di un luogo che continua a trovare, nel presente, nuove forme di espressione che ogni anno, come il suo festival, si rinnovano.»

Simone Verde

Ideatore del Farnese Festival, già Sovrintendente del Complesso Monumentale della Pilotta.
Attuale Sovrintendente delle Gallerie degli Uffizi.

8 giugno, 20:30 | Sala: Teatro Farnese

SINFONIE DI LUIGI BOCCHERINI

Europa Galante, già protagonista di una significativa attività concertistica e discografica dedicata al repertorio cameristico di Luigi Boccherini, propone in questa occasione  due sue sinfonie,  pagine orchestrali che riflettono il gusto elegante e raffinato di questo grande compositore.

Europa Galante
Fabio Biondi, violino e direzione

Luigi Boccherini (1743 -1805)

Sinfonia “concertante” in Do maggiore op.10 n.4, G523
Sinfonia n. 4 in re minore, op. 12 G 506 “La casa del diavolo”


Europa Galante, già protagonista di una significativa attività concertistica e discografica dedicata al repertorio cameristico di Luigi Boccherini, propone in questa occasione  due sue sinfonie,  pagine orchestrali che riflettono il gusto elegante e raffinato di questo grande compositore.

Europa Galante
Fabio Biondi, violino e direzione

Luigi Boccherini (1743 -1805)

Sinfonia “concertante” in Do maggiore op.10 n.4, G523
Sinfonia n. 4 in re minore, op. 12 G 506 “La casa del diavolo”


7 giugno, 18:00 | Sala: piano terra Pilotta

PARMIGIANI IN SPAGNA

La Compagnia de Violini è un ensemble fondato dal violinista Alessandro Ciccolini, il cui nome si ispira a un gruppo strumentale attivo nella Parma farnesiana dei primi del Seicento. Il gruppo riunisce ex allievi e docenti del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, che ne costituiscono il nucleo fondatore e condividono attivamente la responsabilità della gestione artistica, organizzativa e della programmazione concertistica. Loro sarà la lettura di pagine di autori originari di Parma che con la Spagna incrociarono i propri destini a ragione delle “vicende geopolitiche” del tempo. Come Fortunato Chelleri (1690 ca-1757), Mauro D’Alay (1687ca-1757) e Girolamo Sertori (1692ca-1772), originario di Parma, che visse in Spagna, nella città di Pamplona, tra il 1758 e il 1760.

La Compagnia dei Violini
Paola Valentina Molinari, soprano

Fortunato Chelleri
Sinfonia dall’Opera L’innocenza difesa dai Numi (1722) (1690 – 1757)
Sinfonia dall’Oratorio Dio sul Sinai (1731)
Introduzione e Fuga in Sol minore per archi Sinfonia in Sib maggiore (Allegro – Adagio con Amore – Presto)

Mauro D’Alay
Concerto in Re maggiore per violino, archi e b.c. op. 1 n. 5 (1687 ca. – 1757) (Allegro – Largo – Allegro)
Concerto in Re minore per 2 violini, archi e b.c. (Allegro – Largo – Allegro)

Girolamo Sertori
Tre Arie da Divertimenti musicali per camera (Pamplona, 1758)
Tortorella
A te do l’ultimo amplesso
Tu mi disprezzi ingrato, da Semiramide riconosciuta

La Compagnia de Violini è un ensemble fondato dal violinista Alessandro Ciccolini, il cui nome si ispira a un gruppo strumentale attivo nella Parma farnesiana dei primi del Seicento. Il gruppo riunisce ex allievi e docenti del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, che ne costituiscono il nucleo fondatore e condividono attivamente la responsabilità della gestione artistica, organizzativa e della programmazione concertistica. Loro sarà la lettura di pagine di autori originari di Parma che con la Spagna incrociarono i propri destini a ragione delle “vicende geopolitiche” del tempo. Come Fortunato Chelleri (1690 ca-1757), Mauro D’Alay (1687ca-1757) e Girolamo Sertori (1692ca-1772), originario di Parma, che visse in Spagna, nella città di Pamplona, tra il 1758 e il 1760.

La Compagnia dei Violini
Paola Valentina Molinari, soprano

Fortunato Chelleri
Sinfonia dall’Opera L’innocenza difesa dai Numi (1722) (1690 – 1757)
Sinfonia dall’Oratorio Dio sul Sinai (1731)
Introduzione e Fuga in Sol minore per archi Sinfonia in Sib maggiore (Allegro – Adagio con Amore – Presto)

Mauro D’Alay
Concerto in Re maggiore per violino, archi e b.c. op. 1 n. 5 (1687 ca. – 1757) (Allegro – Largo – Allegro)
Concerto in Re minore per 2 violini, archi e b.c. (Allegro – Largo – Allegro)

Girolamo Sertori
Tre Arie da Divertimenti musicali per camera (Pamplona, 1758)
Tortorella
A te do l’ultimo amplesso
Tu mi disprezzi ingrato, da Semiramide riconosciuta

7 giugno, 20:30 | Sala: Teatro Farnese

OLTRE ORFEO

Francesco Rasi, leggendario primo interprete dell’Orfeo monteverdiano e figura cardine del primo Barocco, viene celebrato in un programma che esplora il panorama teatrale del Seicento italiano. Il concerto propone un dialogo vocale tra l’esperienza del baritono Furio Zanasi e il talento emergente di Ferràn Albrich, ripercorrendo le tappe fondamentali del melodramma attraverso le musiche di Rasi e dei suoi contemporanei.

Polifem Consort
Jordi Domènech, direzione

Voci:
Furio Zanasi, baritono
Ferrán Albrich, baritono

Salomone Rossi, Sinfonia prima (dal “Il terzo libro di varie sonate”)
Claudio Monteverdi, “Rosa del ciel” e “Tu sei morta” dall’“Orfeo”
Salomone Rossi, Sinfonia undecima e Duetto Apollo-Orfeo
Claudio Monteverdi, “Interrotte speranze” e “O sia tranquillo”
Francesco Rasi, “Indarno Febo” e “Ahí, fuggitivo ben”
Salomone Rossi, Sinfonia nona (da “Il terzo libro di varie sonate”)
C. Monteverdi & Jordi Domènech, Ricostruzione immaginaria del prologo dell’Arianna Jacopo Peri,
“Nel pur ardor” (da “Euridice”, 1600) Marco da Gagliano,
“Non curi la mia pianta” (da “La Dafne”, 1608) Biagio Marini, La Bemba, Canzone a 2 (da “Affetti musicali”) Sigismondo d’India, “Chi nutrisce” e “Alla guerra”

Francesco Rasi, leggendario primo interprete dell’Orfeo monteverdiano e figura cardine del primo Barocco, viene celebrato in un programma che esplora il panorama teatrale del Seicento italiano. Il concerto propone un dialogo vocale tra l’esperienza del baritono Furio Zanasi e il talento emergente di Ferràn Albrich, ripercorrendo le tappe fondamentali del melodramma attraverso le musiche di Rasi e dei suoi contemporanei.

Polifem Consort
Jordi Domènech, direzione

Voci:
Furio Zanasi, baritono
Ferrán Albrich, baritono

Salomone Rossi, Sinfonia prima (dal “Il terzo libro di varie sonate”)
Claudio Monteverdi, “Rosa del ciel” e “Tu sei morta” dall’“Orfeo”
Salomone Rossi, Sinfonia undecima e Duetto Apollo-Orfeo
Claudio Monteverdi, “Interrotte speranze” e “O sia tranquillo”
Francesco Rasi, “Indarno Febo” e “Ahí, fuggitivo ben”
Salomone Rossi, Sinfonia nona (da “Il terzo libro di varie sonate”)
C. Monteverdi & Jordi Domènech, Ricostruzione immaginaria del prologo dell’Arianna Jacopo Peri,
“Nel pur ardor” (da “Euridice”, 1600) Marco da Gagliano,
“Non curi la mia pianta” (da “La Dafne”, 1608) Biagio Marini, La Bemba, Canzone a 2 (da “Affetti musicali”) Sigismondo d’India, “Chi nutrisce” e “Alla guerra”

6 giugno, 20:30 | Sala: Teatro Farnese

BACH, NON SEI SOLO!

Una sorta di ironico gioco di parole – riferimento al titolo del manoscritto autografo delle bachiane Sonate e Partite, Sei Solo a Violino senza Basso accompagnato – introduce un viaggio in musica che accompagna l’uditorio partendo da originali e ricostruzioni di Concerti solistici per più violini (BWV 1043, BWV 1064R), o per oboe d’amore (BWV 1055R) di Johann Sebastian Bach, fino al celeberrimo Concerto per oboe di Alessandro Marcello. Protagonisti, Amandine Beyer, violino e direzione, e Gli Incogniti, ensemble da lei fondato nel 2006, il cui nome prende ispirazione dall’Accademia degli Incogniti, circolo artistico e accademico tra i più attivi e libertari nella Venezia del XVII secolo. Il cui spirito – il gusto per l’ignoto unito a quello per la sperimentazione, la ricerca e la riscoperta – anima tutt’oggi Gli Incogniti.

Gli Incogniti
Amandine Beyer, violino e direzione

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Concerto in la maggiore per oboe d’amore, archi e basso continuo BWV 1055R
Johann Sebastian Bach Concerto in re minore per due violini, archi e basso continuo BWV 1043

Alessandro Marcello (1683-1747) Concerto in re minore per oboe, archi e basso continuo S.Z 799
Johann Sebastian Bach Concerto in re maggiore per tre violini, archi e basso continuo BWV 1064R

Una sorta di ironico gioco di parole – riferimento al titolo del manoscritto autografo delle bachiane Sonate e Partite, Sei Solo a Violino senza Basso accompagnato – introduce un viaggio in musica che accompagna l’uditorio partendo da originali e ricostruzioni di Concerti solistici per più violini (BWV 1043, BWV 1064R), o per oboe d’amore (BWV 1055R) di Johann Sebastian Bach, fino al celeberrimo Concerto per oboe di Alessandro Marcello. Protagonisti, Amandine Beyer, violino e direzione, e Gli Incogniti, ensemble da lei fondato nel 2006, il cui nome prende ispirazione dall’Accademia degli Incogniti, circolo artistico e accademico tra i più attivi e libertari nella Venezia del XVII secolo. Il cui spirito – il gusto per l’ignoto unito a quello per la sperimentazione, la ricerca e la riscoperta – anima tutt’oggi Gli Incogniti.

Gli Incogniti
Amandine Beyer, violino e direzione

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Concerto in la maggiore per oboe d’amore, archi e basso continuo BWV 1055R
Johann Sebastian Bach Concerto in re minore per due violini, archi e basso continuo BWV 1043

Alessandro Marcello (1683-1747) Concerto in re minore per oboe, archi e basso continuo S.Z 799
Johann Sebastian Bach Concerto in re maggiore per tre violini, archi e basso continuo BWV 1064R

6 giugno, 18:00 | Sala: Biblioteca Palatina

ENSALADAS MUSICALES A LA CORTE DI ALESSANDRO IV FARNESE

Programma che spazia dalle opere di noti compositori iberici eseguiti nell’ambiente musicale frequentato da Alessandro III Duca di Parma e Piacenza e IV Duca di Castro, durante il suo periodo di reggenza dei Paesi Bassi e dell’Alto Lazio, fino ai maestri del Seicento napoletano. Pagine tratte dal Cancionero de Palacio (antologia di autori vari del XVI secolo, polifonie popolari e di corte a 3 e 4 voci) ed altri compositori, tra cui Antonio de Cabezòn (1510-1566), Diego Ortiz (1510ca-1570ca) e Bernardo Storace (1637ca-1707ca). Le sonorità brillanti del luminoso rinascimento spagnolo e il languore elegante dalla Magna Grecia rivivono nell’interpretazione dell’ensemble vocale e strumentale Allabastrina, sotto la direzione di Elena Sartori.

Allabastrina
Elena Sartori, cantus, clavicembalo, direzione

Programma:
dal Cancionero de Palacio (autori vari, antologia del secolo XVI), polifonie popolari e di corte a 3 e 4 voci
Durandarte, Serrana, Una montanna pasando – Ave color vini, Sedano, La Medina, Badajoz, Muy triste vida, Madrid

Antonio de Cabezòn (1510-1566) Diferencias sobre la Gallarda Milanesa
Bernardo Storace (1537ca-1707ca) Passagaglio
Juan Bautista José Cabanilles (1644-1712), Juan Hidalgo (1614-1685), Diego Ortiz (1510ca-1570ca) Danze strumentali

Programma che spazia dalle opere di noti compositori iberici eseguiti nell’ambiente musicale frequentato da Alessandro III Duca di Parma e Piacenza e IV Duca di Castro, durante il suo periodo di reggenza dei Paesi Bassi e dell’Alto Lazio, fino ai maestri del Seicento napoletano. Pagine tratte dal Cancionero de Palacio (antologia di autori vari del XVI secolo, polifonie popolari e di corte a 3 e 4 voci) ed altri compositori, tra cui Antonio de Cabezòn (1510-1566), Diego Ortiz (1510ca-1570ca) e Bernardo Storace (1637ca-1707ca). Le sonorità brillanti del luminoso rinascimento spagnolo e il languore elegante dalla Magna Grecia rivivono nell’interpretazione dell’ensemble vocale e strumentale Allabastrina, sotto la direzione di Elena Sartori.

Allabastrina
Elena Sartori, cantus, clavicembalo, direzione

Programma:
dal Cancionero de Palacio (autori vari, antologia del secolo XVI), polifonie popolari e di corte a 3 e 4 voci
Durandarte, Serrana, Una montanna pasando – Ave color vini, Sedano, La Medina, Badajoz, Muy triste vida, Madrid

Antonio de Cabezòn (1510-1566) Diferencias sobre la Gallarda Milanesa
Bernardo Storace (1537ca-1707ca) Passagaglio
Juan Bautista José Cabanilles (1644-1712), Juan Hidalgo (1614-1685), Diego Ortiz (1510ca-1570ca) Danze strumentali

5 giugno, 18:00 | Sala: Teatro Due

IL DIALOGO DEI CANI

Da Novelle esemplari di Miguel de Cervantes
Adattamento di Elisa Ciofini
Musiche di Mauro D’Alay (1687ca-1757)

Creazione in musica per strumenti, attori e attrici, a partire da due racconti di Miguel de Cervantes tratti dalla raccolta Novelle esemplari, adattati da Elisa Ciofini su musiche di Mauro D’Alay. Nel Matrimonio ad inganno, l’alfiere Campuzano vittima di un raggiro matrimoniale racconta al medico di aver sentito due cani parlare, così dalla trascrizione di questo dialogo nasce Il dialogo dei cani, dove il cane Berganza narra all’amico cane Scipione le sue avventure picaresche tra macellai, streghe, zingari, sbirri e mercanti. Lo spettacolo coinvolge Fabio Biondi, al violino, e Paola Poncet, al clavicembalo, insieme all’Ensemble Teatro Due in un’interazione tra la musica di Mauro D’Alay – detto il Maurino, vissuto a Parma tra il 1687 e il 1757, compositore e violinista presso la Cappella Reale di Spagna dal 1725 al 1728 e presso la chiesa di Santa Maria della Steccata di Parma tra il 1729 e il 1739 – e la scrittura straniante, ambigua e divertente di Cervantes.

Ensemble Teatro Due

Fabio Biondi, violino
Paola Poncet, clavicembalo

5 giugno, 18:00 | Sala: Teatro Due

IL DIALOGO DEI CANI

Da Novelle esemplari di Miguel de Cervantes
Adattamento di Elisa Ciofini
Musiche di Mauro D’Alay (1687ca-1757)

Creazione in musica per strumenti, attori e attrici, a partire da due racconti di Miguel de Cervantes tratti dalla raccolta Novelle esemplari, adattati da Elisa Ciofini su musiche di Mauro D’Alay. Nel Matrimonio ad inganno, l’alfiere Campuzano vittima di un raggiro matrimoniale racconta al medico di aver sentito due cani parlare, così dalla trascrizione di questo dialogo nasce Il dialogo dei cani, dove il cane Berganza narra all’amico cane Scipione le sue avventure picaresche tra macellai, streghe, zingari, sbirri e mercanti. Lo spettacolo coinvolge Fabio Biondi, al violino, e Paola Poncet, al clavicembalo, insieme all’Ensemble Teatro Due in un’interazione tra la musica di Mauro D’Alay – detto il Maurino, vissuto a Parma tra il 1687 e il 1757, compositore e violinista presso la Cappella Reale di Spagna dal 1725 al 1728 e presso la chiesa di Santa Maria della Steccata di Parma tra il 1729 e il 1739 – e la scrittura straniante, ambigua e divertente di Cervantes.

Ensemble Teatro Due

Fabio Biondi, violino
Paola Poncet, clavicembalo

5 giugno, 20:30 | Sala: Teatro Farnese

DUE SECOLI DI MUSICA SPAGNOLA

A proporre un programma interamente dedicato al Sei e Settecento spagnolo in musica, l’ensemble MUSIca ALcheMIca, sotto la direzione della violinista Lina Tur Bonet. Un intreccio di raffinatezza colta e vitalità popolare che attraversa le sonorità della Spagna barocca, dalle danze brillanti di autori come Gaspar Sanz, Juan Bautista José Cabanilles alle invenzioni strumentali di Bartolomé de Selma y Salaverde . Accanto a cui si collocano, compositori italiani profondamente legati alla penisola iberica per vita e stile come Falconiero, Scarlatti e Boccherini.

MUSIca ALcheMIca
Lina Tur Bonet,
violino e direzione

Programma:
Bartolomé de Selma y Salaverde (1580 – 1640) Sonata Terza
Juan Bautista José Cabanilles (1644 – 1712) Gallardas de primer Tono
Andrea Falconiero (1585/6 – 1656)
Folías
La Soave Melodia e la sua Corrente
Battalla de Barabaso yerno de Zatanás
Gaspar Sanz (1640 – 1710) Canarios
Giovanni Pandolfi Meali (1624 – 1670) La Vinciolina
Domenico Scarlatti (1685 – 1757) Sonata in Re Minore K.90 (Violino e cembalo)
Luigi Boccherini (1743 – 1805) Quinteto G 448

A proporre un programma interamente dedicato al Sei e Settecento spagnolo in musica, l’ensemble MUSIca ALcheMIca, sotto la direzione della violinista Lina Tur Bonet. Un intreccio di raffinatezza colta e vitalità popolare che attraversa le sonorità della Spagna barocca, dalle danze brillanti di autori come Gaspar Sanz, Juan Bautista José Cabanilles alle invenzioni strumentali di Bartolomé de Selma y Salaverde . Accanto a cui si collocano, compositori italiani profondamente legati alla penisola iberica per vita e stile come Falconiero, Scarlatti e Boccherini.

MUSIca ALcheMIca
Lina Tur Bonet,
violino e direzione

Programma:
Bartolomé de Selma y Salaverde (1580 – 1640) Sonata Terza
Juan Bautista José Cabanilles (1644 – 1712) Gallardas de primer Tono
Andrea Falconiero (1585/6 – 1656)
Folías
La Soave Melodia e la sua Corrente
Battalla de Barabaso yerno de Zatanás
Gaspar Sanz (1640 – 1710) Canarios
Giovanni Pandolfi Meali (1624 – 1670) La Vinciolina
Domenico Scarlatti (1685 – 1757) Sonata in Re Minore K.90 (Violino e cembalo)
Luigi Boccherini (1743 – 1805) Quinteto G 448

3 giugno, 20:00 | Sala: Teatro Farnese

Oratorio “Santa Clotilde” di Francesco Corselli

Nel segno della riscoperta, il Farnese Festival si apre con la prima mondiale in tempi moderni dell’oratorio “Santa Clotilde” di Francesco Corselli. Maestro di cappella alla Steccata di Parma dal 1727 al 1731 al servizio dei Farnese, Corselli compose quest’opera poco prima di trasferirsi alla corte di Madrid, dove avrebbe ricoperto il ruolo di Maestro di Cappella per oltre trent’anni. Santa Clotilde racconta la conversione di Clodoveo I, re dei Franchi, grazie alla fede e alla perseveranza della moglie Clotilde — futura santa e figura cara alla dinastia borbonica. Un crocevia tra Italia e Spagna, tra storia e devozione, in cui la musica di Corselli fonde con rara maestria la drammaticità teatrale e una profonda spiritualità.

Europa Galante
Fabio Biondi, violino e direzione

Voci:
Clotilde – Lucia Cortese
Clodoveo – Giuseppina Bridelli
San Remigio – Vivica Genaux
Aureliano – Luca Tittoto

Coro: Città di Parma – direttore: Simone Campanini

3 giugno, 20:00 | Sala: Teatro Farnese

Oratorio “Santa Clotilde” di Francesco Corselli

Europa Galante

Nel segno della riscoperta, il Farnese Festival si apre con la prima mondiale in tempi moderni dell’oratorio “Santa Clotilde” di Francesco Corselli. Maestro di cappella alla Steccata di Parma dal 1727 al 1731 al servizio dei Farnese, Corselli compose quest’opera poco prima di trasferirsi alla corte di Madrid, dove avrebbe ricoperto il ruolo di Maestro di Cappella per oltre trent’anni. Santa Clotilde racconta la conversione di Clodoveo I, re dei Franchi, grazie alla fede e alla perseveranza della moglie Clotilde — futura santa e figura cara alla dinastia borbonica. Un crocevia tra Italia e Spagna, tra storia e devozione, in cui la musica di Corselli fonde con rara maestria la drammaticità teatrale e una profonda spiritualità.

Europa Galante
Fabio Biondi, violino e direzione

Voci:
Clotilde – Lucia Cortese
Clodoveo – Giuseppina Bridelli
San Remigio – Vivica Genaux
Aureliano – Luca Tittoto

Coro: Città di Parma – direttore: Simone Campanini

4 giugno, 20:30 | Sala: Biblioteca Palatina

Contrasti

Il programma mette in dialogo due espressioni fondamentali della musica spagnola, lontane nel tempo ma profondamente connesse.
Il percorso affidato ad Alicia Amo attraversa quattro secoli di storia, dal Rinascimento al Novecento, restituendo la ricchezza della tradizione colta spagnola attraverso una vocalità luminosa ed elegante, accompagnata dal liuto e dalla chitarra barocca di Giangiacomo Pinardi.
A questo universo si affianca il flamenco intenso di Miriam Cantero, cantaora dalla voce di velluto, portatrice di una vocalità profonda e autentica, radicata nella tradizione orale. La chitarra di Rodrigo Fernández ne sostiene il canto con forza ritmica e libertà espressiva. Un incontro che rivela contrasti e affinità profonde tra scrittura colta e linguaggio popolare.

Alicia Amo, soprano
Giangiacomo Pinardi, liuto e chitarra barocca

Miriam Cantero, cantaora
Rodrigo Fernández, chitarra flamenca

Il programma mette in dialogo due espressioni fondamentali della musica spagnola, lontane nel tempo ma profondamente connesse.
Il percorso affidato ad Alicia Amo attraversa quattro secoli di storia, dal Rinascimento al Novecento, restituendo la ricchezza della tradizione colta spagnola attraverso una vocalità luminosa ed elegante, accompagnata dal liuto e dalla chitarra barocca di Giangiacomo Pinardi.
A questo universo si affianca il flamenco intenso di Miriam Cantero, cantaora dalla voce di velluto, portatrice di una vocalità profonda e autentica, radicata nella tradizione orale. La chitarra di Rodrigo Fernández ne sostiene il canto con forza ritmica e libertà espressiva. Un incontro che rivela contrasti e affinità profonde tra scrittura colta e linguaggio popolare.

Alicia Amo, soprano
Giangiacomo Pinardi, liuto e chitarra barocca

Miriam Cantero, cantaora
Rodrigo Fernández, chitarra flamenca

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